La Francia capofila europea nella messa al bando dei PFAS
Approvata dal Parlamento in Francia in via definitiva il disegno di legge che dal 1° gennaio 2026 vieterà la fabbricazione, l'importazione e l'immissione sul mercato di cosmetici, scioline, articoli tessili e di abbigliamento contenenti PFAS. La presenza di tali sostanze verrà tollerata solo in alcuni "usi essenziali" (indumenti ignifughi per i vigili del fuoco). In applicazione del principio "chi inquina paga" è stata istituita una tassa simbolica di 100 euro per ogni 100 grammi di PFAS scaricati che servirà a coprire solamente una parte marginale degli enormi costi economici e sociali che l'inquinamento da PFAS causa (si stima che solo per il contenimento dell'inquinamento nelle acque destinate al consumo umano si spendano in Europa oltre 18 miliardi di euro). Desta qualche perplessità il fatto che un settore cruciale per la diffusione dei PFAS (almeno nel passato) ovvero quello dei materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti non sia incluso nel provvedimento. Ulteriori dettagli sulle modalità di applicazione delle limitazioni saranno specificati nei decreti applicativi di prossima pubblicazione.